GIARDINO BOTANICO E ZOO DI BUDAPEST (back)
Denominazione: Budapest Főváros Állat- és Növénykertje (Állatkert)
Indirizzo: viale Állatkerti, 6-12, Budapest 1146, Ungheria
Tipo: giardino botanico e zoologico combinato
Superficie: 10,8 ha
Specie conservate: 3.500
L’Állatkert è sicuramente uno dei giardini più vivaci ed attivi di tutta l’Ungheria. Il suo successo, reso evidente dalle centinaia di migliaia di visitatori che ogni anno visitano il parco, è dovuto innanzitutto all’abbinamento zoo-giardino botanico. I visitatori infatti sono più attratti dagli animali esotici presenti nel parco piuttosto che dalle specie vegetali in esso conservate. Tuttavia, la collezione botanica del parco, peraltro non molto ricca (circa 3500 specie su una superficie di 11 ettari (nota 1), risulta la più visitata e la più conosciuta di tutta l’Ungheria, proprio grazie alla presenza dello zoo.
L’abbinamento zoo-parco botanico è abbastanza diffuso nel mondo e generalmente ha buoni risultati, come per esempio nel caso del “Cincinnati Zoo” in Ohio (USA) (nota 2).
Nell’area presa in considerazione vi sono molti zoo: 11 in Ungheria, 27 in Romania e 1 in Moldavia (nota 3). Tra tutti questi l’Állatkert è sicuramente il più famoso ed il più moderno. La sua peculiarità non si esaurisce soltanto nella riuscita nell’abbinamento botanica-zoologia, ma sta anche nella ricchezza architettonica dei suoi edifici. Infatti, sia per il ricovero degli animali sia per l’allevamento di piante esotiche, vi sono edifici che rappresentano una parte importante del parco e costituiscono un’attrattiva in sé.
L’area sorge nella periferia est di Budapest. È raggiungibile con la metropolitana e quindi rappresenta un’area verde urbana facilmente fruibile dal pubblico.
Il parco zoologico aprì per la prima volta i cancelli al pubblico nel 1866, quando non si trovava ancora circondato da un ambiente urbano (nota 4). L’area era a quel tempo immersa nel verde e le case ancora non avevano colonizzato l’intorno. Vi erano all’interno della struttura preziosi edifici che rappresentavano un elemento ulteriore di originalità ed eleganza.
Lo zoo ebbe successo nei primi anni fino alla fine dell’800 quando cominciò un lento ed inesorabile declino. Nel 1907 venne chiuso per essere totalmente ricostruito e riaperto nel 1912 (nota 5). Dei raffinati edifici preesistenti rimangono ora soltanto i vecchi disegni dell’architetto ungherese Antal Szkalnitzky (nota 6) (Figura 1). Lo stile degli edifici preesistenti era chiamato “stile Svizzero”. Si trattava però di edifici che avevano subìto un precoce deterioramento, necessitavano di ristrutturazioni ed erano inadeguati alle nuove ambizioni del parco. Quindi vennero distrutti.
I nuovi edifici vennero progettati da Károly Kós (nota 7) e da Dezső Zrumeczky (nota 8) inspirandosi agli edifici presenti in Transilvania (Figura 13), a quel tempo ancora facente parte dell’Ungheria (nota 9).
Altri architetti portarono il loro contributo in altri edifici disegnati per evocare i luoghi di origine degli animali che ospitavano. Per esempio la casa delle foche è disegnata in stile norvegese, mentre l’imponente casa degli elefanti, disegnata dall’architetto Kornél Neuschloss, è in stile bizantino con preziosi mosaici al suo interno. Dello stesso architetto è l’ingresso principale, curato nei minimi dettagli (Figura 5) (nota 10).
Sempre all’inizio del XX secolo risalgono le rocce artificiali (Figura 6). Sono in realtà di cemento armato, costruite su una innovativa struttura (Figura 2) (innovativa soprattutto considerando l’epoca, dove la tecnologia del cemento armato stava muovendo i suoi primi passi) (nota 11).
La serra fu anch’essa terminata nel 1912 ed è influenzata dall’Art Nouveau (Figura 3 e 10). Venne semidistrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e ripristinata nel 1952. La pianta della serra ricorda vagamente la figura di un insetto a sei zampe (Figura 10). Al suo interno sono conservate preziose piante esotiche (Orchidae, Cycas, Phoenix, ecc…) che convivono con voliere di uccelli anch’essi esotici (tucani, colibrì, merli) i quali arricchiscono il paesaggio anche di quelle sonorità, tipiche dell’ambiente tropicale. Nulla è lasciato al caso: il rumore dell’acqua, le luci, i ruvidi scorrimano delle scale, la temperatura, l’umidità e gli odori, sono funzionali al totale coinvolgimento dei cinque sensi del visitatore.
Nel piano interrato ci sono degli acquari con pesci provenienti da tutto il mondo. Tutta la struttura è arricchita da preziosi mosaici in stile bizantino, raffiguranti animali (Figura 9).
Davanti alla serra vi è un piccolo labirinto, fatto con siepi e pergole di rose (Figura 8).
Il parco venne rinnovato nel 1912 mantenendo tuttavia i caratteri del parco pittoresco preesistente su pianta rettangolare (Figura 4). Venne creato un lago artificiale circondato da una fitta vegetazione autoctona.
La collezione botanica, oltre alle specie esotiche delle serre, rappresenta un interessante esempio di flora autoctona ungherese. Essa ha avuto un importante incremento soprattutto dopo gli anni ’60 a seguito di donazioni (nota 12). Non è organizzata in modo tradizionale secondo settori specifici (a parte nella serra).
È presente un piccolo giardino giapponese, costruito nel 1958, che ben si inserisce nel contesto pittorico del suo intorno. L’atmosfera rilassante riesce a catturare il visitatore e a creare una perfetta combinazione rispetto al ritmo frenetico della gente che si accalca davanti alle gabbie degli animali. All’interno del giardino giapponese vi è anche una collezione di bonsai.
L’arredo urbano è originale e perfettamente inserito nel contesto dello zoo, accompagnato da sculture varie raffiguranti animali (Figura 7).
Dal 2007 è in corso una ristrutturazione del parco che terminerà presumibilmente nel 2009.
Figura 1. (a e b) edifici in stile “Svizzero” presenti nel precedente zoo, da Anthony Gall, Zoltán Hanga, Orsolya. Kováks, Miklós Persànyi, Endre Sós, Márta Szabon, Budapest Zoo, Fővárosi Állat és Növénykert, Budapest 2003, p. 156.
Figura 2. Struttura portante nella costruzione Figura 3. Pianta della serra, anno 1909,delle roccie artificiali (1908), da Anthony Gall op.cit. p. 190.
da Anthony Gall, op. cit. p. 25.
Figura 4. Progetto nel 1912, da Anthony Gall , op. cit. p. 23.
Figura 5. Ingresso al giardino Figura 6. Rocce artificiali in cemento armato.
zoologico.
Figura 7. Arredo urbano originale ed “in tema” (a) abbinato a sculture di animali in legno(b).
Figura 8. Ingresso al labirinto Figura 9. Mosaici all’ingresso dell’acquario.
Figura 10. Serra centrale con Figura 11. All’interno della serra,
piccolo rocarium. esemplari rari di Phoenix
e piante tropicali.
Figura 12. Casa su palafitte Figura 13. Edifici ispirati all’architettura
tipica della Transilvania.
_________________________________
NOTE
1) Magyarország Legfontosabb Arborétumai és Botanikus Kertjei. Magyar Arborétumok és Botanikus Kertek Szövetsége, Budapest 2003, pp. 18-19.
2) Si veda il sito www.cincyzoo.org .
3) Si veda il sito, www.wikipedia.org list_of_zoos
4) Anthony Gall, Zoltán Hanga, Orsolya. Kováks, Miklós Persànyi, Endre Sós, Márta Szabon, Budapest Zoo, Fővárosi Állat és Növénykert, Budapest 2003, pp. 10-34.
5) On the Budapest Municipal Zoo, an extract from the 1912 issue of the Hungarian Architecture Magazine, Kiadja Fővàrosi Állat-és Növénykert, Budapest 1996, p. V.
6) Antal Szkalnitzky (1836-1878) uno degli architetti più noti in Ungheria al suo tempo, fu molto attivo in Budapest. Si veda il libro di Anthony Gall, op. cit.
7) Károly Kós (1883-1977) architetto ungherese, nato a Timisoara (RO).
8) Dezső Zrumeczky (1883-1917) architetto ungherese, collega e coetaneo di Kos, morì durante la I guerra mondiale.
9) Anthony Gall, op. cit., pp. 156-163.
10) Ibidem, pp. 168-175.
11) On the Budapest Municipal Zoo, an extract from the 1912 issue of the Hungarian Architecture Magazine, Kiadja Fővàrosi Állat-és Növénykert, Budapest 1996, p. VII.
12) Anthony Gall, op. cit., pp. 186-196.