GIARDINO BOTANICO DI VÁCRÁTÓT (back)
Denominazione: Vácrátót botanikus kert
Indirizzo: via Alkotmány 2-4, Vácrátót 2163, Ungheria
Tipo: giardino botanico e arboretum
Superficie: 30 ha
Specie conservate: 12.000
Il giardino botanico di Vácrátót è il giardino botanico dell’istituto di ecologia e botanica dell’Accademia Ungherese delle Scienze.
È il più importante giardino botanico dell’Ungheria ed uno dei maggiori a livello europeo. La collezione conta ben 12.000 specie e si estende per circa 30 ettari (nota 1).
Il giardino sorge a circa 50 km a nord di Budapest e a 10 km a sud dalla città di Vác. Il clima prettamente continentale (con temperature massime che in estate sfiorano i 40°C e d’inverno possono raggiungere i -30°C) con scarse precipitazioni ed il suolo calcareo-sabbioso, non hanno impedito la creazione di un’area verde di altissimo pregio (nota 2).
Oltre ad essere un importante polo scientifico per lo studio della botanica, l’istituto (Figura 11) è anche sede del maggiore centro studi di ecologia per il monitoraggio del Danubio (centro ricerche dei sistemi idrobiologici ed ecologia fluviale).
Il parco venne fondato nella prima metà del XIX secolo e sviluppato secondo canoni pittoreschi da nobili locali. Nel 1870 passò in mano ai conti Sándor Vigyazó molto attenti agli aspetti scientifici della loro epoca. Insieme all’architetto Vilmos Jámbor lo ampliarono e lo trasformarono in un ricco giardino botanico. La famiglia Sándor Vigyazó lo donò all’Accademia Ungherese delle Scienze che ne detenne il possesso a partire dal 1952 (nota 3). Il parco venne gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente ridimensionato dal locale governo comunista, che ne destinò la metà della superficie ad uso agricolo (nota 4).
Dal 1961 il parco è aperto al pubblico ed è oggi, ormai da circa trent’anni, stato riportato al suo originario splendore.
La disposizione dei sentieri è funzionale allo studio delle piante ed ha un andamento circolare attorno al parco (Figura 2). Inoltre vi è un sentiero che porta nel cuore del parco dove vi è un fiume (e lago) artificiale con cascata (Figura 9), rovine artificiali romane (Figura 7) ed edifici romantici (con caratteri prettamente affini allo stile ungherese dell’ottocento (Figura 5). Romantica è anche la grotta artificiale (Figura 11 e Figura 12).
Costituiscono una attrattiva sia turistica che scientifica, gli alberi secolari tra cui alberi appartenenti al genere Quercus, Platanus e Celtis (Figura 6).
L’attenzione nell’organizzazione vegetale del parco è focalizzata nello studio della flora ungherese, senza tuttavia tralasciare particolari cenosi di altri continenti, presenti soprattutto nel settore sistematico (Figura 9, Figura 2, legenda). Il clima continentale non consente a molte specie mediterranee e tropicali di vivere. Vi sono quindi tre serre utili allo studio e alla conservazione di queste specie. Una nuova serra è attualmente in costruzione.
L’oasi verde che il parco costituisce, consente anche di poter studiare e preservare numerose specie di uccelli autoctoni.
Il giardino si trova quasi in aperta campagna, lungo la strada che da Gödöllő porta a Vác. È tuttavia meta di turisti e persone che, soprattutto nel week-end, cercano un luogo dove ristorare corpo e spirito, in armonia con la natura.
Figura 1. Collezioni botaniche in Ungheria, da Magyarország Legfontosabb Arborétumai és Botanikus Kertjei, Magyar Arborétumok és Botanikus Kertek Szövetsége, Budapest 2003, p. 70.
Figura 2. Pianta generale, da Géza Kóza, Botanikus Kert: Vácrátót, Vácrátót 2006, pp. 50-51.
Figura 3. Giardino roccioso, Rocarium. Figura 4. Ponte sul lago con Gimnosperme.
Figura 5. Il mulino di legno. Figura 6. Viale principale con platani.
Figura 7. Cancello (ex entrata principale). Figura 8. Rovine artificiali.
Figura 9. Viali che costeggiano il lago. Figura 10. Settore sistematico.
Figura 11. Edificio principale. Figura 12. Grotta artificiale.
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NOTE:
1) Magyarország Legfontosabb Arbórétumai és Botanikus Kertjei. Magyar Arborétumok és Botanikus Kertek Szövetsége, Budapest 2003, pp. 64-65.
2) Géza Kóza, Botanikus Kert: Vácrátót. Vácrátót 2006, p. 39.
3) Erzébet Fráter, Géza Kóza, Szép Magyar Kertek: Botanikus Kertek, Arborétumok, Kastélykertek, Művészet, Budapest 2005, pp. 29-33.
4) Géza Kóza, Botanikus Kert: Vácrátót. Vácrátót 2006, pp. 5-9.