ORTO BOTANICO DI PISA (GIARDINI ITALIA)
L’orto botanico di Pisa
Anche l’orto botanico di Pisa costituisce un esempio di orto botanico rinascimentale. Esso fu istituito addirittura prima rispetto all’orto di Padova. Tuttavia la locazione attuale dell’orto di Pisa è differente rispetto al sito originario. Fu infatti trasferito prima nel 1563 e poi nel 1591 nella sede attuale (vicino a Piazza dei Miracoli) per le esigenze difensive della città.
Fu fondato dal medico naturalista Luigi Ghini, di Imola, il quale non solo si occupò dell’organizzazione dell’orto, ma studiò metodi per conservare le piante, inventando gli erbari abbinati a disegni (nota 1).
Nell’orto venivano coltivate prevalentemente piante medicinali.
I lavori di trasferimento, iniziati sotto la direzione di Lorenzo Mazzanga, furono completati nel 1595 ad opera del fiammingo Joseph Goedenhuitze, noto in Italia come Giuseppe Casabona, ed inclusero anche la ristrutturazione di un edificio che già esisteva nel perimetro dell'Orto. Questo edificio ospitava l'Istituto di Botanica con l'annesso Museo di Scienze Naturali.
L'ingresso pricipale dell'Orto (su via Roma) fu aperto nella seconda metà del XVIII secolo. Contemporaneamente la facciata dell'Istituto fu ristrutturata e rivestita con decorazioni tipiche delle grotte dei giardini, ovvero con conchiglie e pietre colorate (Figura 1).
Le specie erano disposte su 8 aiuole quadrate, a loro volta suddivise in lotti più piccoli. Al centro di ogni aiuola fu posta una fontana. La pianta dell’orto è rettangolare.
La disposizione delle piante all'interno dell'Orto era inizialmente guidata da criteri di natura estetica, ispirati ai canoni stilistici comuni in molti giardini dell'epoca. Nelle forme geometriche descritte dalla disposizione dei vegetali, era ricorrente l’allusione ai quattro elementi: il quadrato per gli elementi terrestri, il cerchio per gli elementi celesti, il triangolo per il fuoco e le fontane per il riferimento diretto all'acqua (nota 2).
Nel XIX secolo l’orto subì sostanziali cambiamenti funzionali, anche in relazione alle mutate esigenze della botanica. Le piante vennero quindi disposte secondo canoni più moderni rispettando l’ordine sistematico. La superficie venne riorganizzata completamente in piccoli lotti rettangolari (Figura 2).
Figura 1. Edificio centrale dell’Orto botanico di Pisa.
Figura 2. Pianta dell’orto botanico di Pisa allo stato attuale, da Laura Sasso (a cura di), Orto Giardino Botanico e Città, un progetto per Torino e le sue acque, Celid, Torino 2002, p. 193.
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NOTA
1) Gianni Bedini, L’orto Botanico di Pisa.
Piante, storia, personaggi, ruoli, Edizioni Plus, Pisa 2007, pp. 7-23.
2) Fabio Garbari, Alessandro Tosi, Lucia Tomasi, op. cit., pp. 40-48.