ORTO BOTANICO DI PADOVA (GIARDINI ITALIA)

 

L’orto botanico di Padova

L'Orto botanico di Padova è il più antico Orto botanico universitario del mondo tuttora esistente. Per questo motivo è stato iscritto nel 1997 nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO (nota 1). Fu istituito nel 1545 in un ex convento benedettino per scopi didattici e di ricerca. Già pochi anni dopo la sua istituzione contava circa 2000 specie diverse, prevalentemente specie di piante curative. Moltissime erano anche le specie esotiche.

La ricchezza botanica fu resa possibile anche grazie alla tradizione marinara dello stato di Venezia i cui battelli toccavano le coste di tutto il mondo.

 

L’orto si sviluppa all’interno di una struttura circolare con un quadrato inscritto. Il quadrato è a sua volta suddiviso in quattro quadrati più piccoli suddivisi dai due viali principali (cardus e decumanus). All’interno dei quadrati più piccoli (detti “quarti”) sono coltivate le aiuole con le diverse specie. La particolare disposizione dei vegetali disegna sul terreno forme geometriche originali (Figura 1).

 

Figura 1. Veduta “a volo d’uccello” dell’orto botanico di Padova poco dopo la sua fondazione (nota 2), da Iacopo Philippo Tomasini, Gymnasium Patavinum, Udine, 1654, in Chiara Bortolotto, L’orto botanico di Padova, Istituto poligrafico Zecca dello Stato, Roma 2006.

 

Attorno al cerchio esterno si costruì un muro di protezione per proteggere le pregiate specie all’interno di esso custodite.

La struttura si mantenne pressoché inalterata nel tempo. Tuttavia negli anni successivi vennero effettuati piccoli restauri ed integrazioni al disegno originario.

Per esempio nel Settecento venne ricostruito l’ingresso principale, creando quattro cancelli monumentali in ferro battuto (nota 3).

Al centro dei quadranti più piccoli vennero collocate delle fontane. Un’altra fontana venne collocata all’intersezione tra i due viali principali (Cardus e Decumanus).

Nei secoli l’orto si estese anche nei terreni immediatamente adiacenti il cerchio. Altre strutture come statue, fontane, busti, integrarono il disegno originario. Nel sec. XIX vennero realizzate delle serre per la conservazione e l’acclimatamento delle specie più esigenti.

Fu costruita un'aula ad emiciclo della capienza di cento studenti, detta "teatro botanico", tuttora in uso per lezioni e riunioni. Sul cornicione del "teatro botanico" vennero collocati i busti di famosi studiosi di scienze botaniche tra cui quello di Linneo, di Marcello Malpigli, di Giuseppe Pitton de Tournefort. 

Nelle vicinanze dell’ingresso principale sorge l’edificio originariamente destinato ad abitazione del direttore dell’orto. Venne costruito nel XVII secolo ed ha oggi la funzione di conservare semi, ospitare esposizioni museali, erbari, la biblioteca e l’archivio generale dell’orto.

L’orto botanico di Padova è un esempio originale di orto botanico dell’epoca rinascimentale. La straordinarietà di questo sito sta non soltanto nel disegno unico e nella ricchezza delle collezioni, ma anche nel fatto che si sia conservato pressoché intatto ed inalterato fino ai giorni nostri (Figura 2). Ammirare questo tesoro di storia e scienza, consente di immergersi nel pensiero rinascimentale e ripercorrere una tappa significativa della storia della scienza. Oggi la botanica è solo un aspetto dell’orto. La scienza delle piante è protagonista come percorso e processo, da considerarsi nella sua evoluzione storica piuttosto che soltanto nella sua rilevanza attuale.

 

Figura 2. Veduta panoramica dell’orto botanico di Padova, Archivio Fotografico dell’Assessorato del Turismo della Provincia di Padova.

 

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NOTE

1) Motivazione dell’iscrizione all’UNESCO: «L'Orto botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia» (www.unesco.org).

2) Chiara Bortolotto, L’orto botanico di Padova, Istituto poligrafico Zecca dello Stato, Roma 2006, p. 15)

3) Ibidem, pp. 80-84.

 

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