GIARDINO BOTANICO DI BUDAPEST (back)
Denominazione: Füveszkert
Indirizzo: via Illés 25, Budapest 1083, Ungheria
Tipo: giardino botanico
Superficie: 3,5 ha
Specie conservate: 7.000
Il giardino botanico di Budapest fu fondato nel 1771 ed stato il primo giardino botanico dell’Ungheria (Figura 2). Venne spostato nella sede attuale soltanto nel 1847 (nota 1), in quella che fino ad allora era la villa della famiglia aristocratica ungherese Festetics.
Prima di diventare un giardino botanico, la residenza Festetics era una villa di caccia, eretta nel 1803. A quel tempo il luogo non era stato ancora attorniato dalla città di Budapest, ma sorgeva in aperta campagna alle porte di quella che sarebbe diventata la grande metropoli attuale. La sua superficie era di diverse decine di ettari (nota 2).
Ancora nel 1820, come testimoniato da una carta topografica di Budapest, l’area ricopriva una superficie almeno 5 volte superiore rispetto agli attuali 3,5 ettari (Figura 4) (nota 3).
L’area ha conosciuto nei secoli varie vicissitudini che l’hanno portata ad un netto ridimensionamento e ad un cambiamento delle sue funzioni.
Oggi la sua superficie è a malapena sufficiente ad ospitare le specie presenti. Rimangono però gli edifici un tempo destinati all’attività annessa alla caccia (il cosiddetto “castello di caccia”, oggi con funzioni didattiche e di ricerca botanica).
Mancano fondi per una gestione più attenta ed adeguata a quelli che erano gli standard che accompagnarono la formazione e lo sviluppo del Füveszkert.
Il Füveszkert ha oggi caratteristiche simili a quelle di un piccolo giardino urbano, nel cuore di Budapest. È un tranquillo angolo di quiete: non lontano sfrecciano veloci le automobili e imperversa polveroso il traffico cittadino (Figura 1).
Il giardino fu reso famoso dal romanzo per ragazzi “I ragazzi della via Pál” scritto da Ferenc Molnár nel 1907. Nell’opera, oltre alla trama educativa, si tratta anche dell’aggressività edilizia di inizio secolo che ha ridimensionato il giardino in cui i giovani protagonisti erano soliti giocare.
Il Füveszkert conobbe un periodo di rigogliosa prosperità alla fine del XIX secolo quando costituì un importante centro europeo di ricerca botanica e biomedica (anche a seguito della costruzione della clinica sul terreno del parco Figura 6).
Nel 1860 vennero costruite le serre (Figura 4 e Figura 10) che ospitarono specie esotiche di grande pregio, soprattutto acquatiche.
Pochi anni più tardi il giardino subì una ulteriore trasformazione in stile paesaggista (Figura 5). Venne eliminato il viale rettilineo che collegava il lago artificiale con l’ex-ingresso. I sentieri si fecero più sinuosi.
All’inizio del XX secolo a fronte di un ridimensionamento territoriale, venne riorganizzata l’intera superficie. Le linee curve dei sentieri e delle aiuole, tipiche del giardino all’inglese (Figura 9 c), lasciarono, negli anni Venti, il posto a linee più geometriche (Figura 9 (a) e (b)).
Il laghetto irregolare venne rimpicciolito, furono spostate molte aiuole ed il rocarium (Figura 11) nei luoghi dove si trovano adesso (Figura 7).
È ancora presente un’area sperimentale, con serre (non aperte al pubblico) e piccoli lotti per riproduzione delle piante. Il Palmarium è invece visitabile e custodisce ancora oggi numerose specie esotiche soprattutto acquatiche (come tradizione del giardino testimoniato dalle foto storiche Figura 9 d).
Con le sue 7.000 specie, il giardino vanta sicuramente una collezione di altissimo pregio in ambito europeo. L’orto botanico è specializzato nello studio delle Ninpheae e ne conserva una vasta collezione, insieme anche a numerosi esemplari di piante idrofile.
Figura 1. Localizzazione del Giardino nella città di Budapest, da Google earth.
Figura 2. Piante del parco. Nella prima, risalente al 1809 e riferita alla localizzazione lungo l’attuale Viale del Museo, si può osservare la rigida suddivisione in lotti quadrati che caratterizzava il primo giardino botanico della città di Budapest, da Zoltán Gombos, Régi kertek Pesten és Budán, Natura, Budapest 1974, p. 128. Nella seconda, risalente al 1847 (progetto del capo-giardiniere Lájos Kozina) si può notare come il parco, ormai nella sede attuale, abbia assunto le caratteristiche tipicamente paesaggistiche, con percorsi “sinuosi” e disposizione del verde “al naturale”, da Zoltán Gombos, op. cit., p. 134.
Figura 3. Carta del campo di Pesth, 1820, da Paolo Cornaglia, Una cartografia militare e una città dell’Ottocento: Pest, in, Costanza Roggero, Elena Della pianta, Guido Montanari, Il patrimonio architettonico e ambientale, scritti per Micaela Viglino Davico, Celid, Torino 2007. Localizzazione del giardino Festetics.
Figura 4. Pianta generale risalente al 1860 circa, da Archivio del giardino botanico di Budapest. È ancora visibile il viale centrale che univa il lago con l’ingresso.
Figura 5. Progetto di trasformazione in stile paesaggista, da Archivio del giardino botanico di Budapest. Dal giardino viene eliminato il viale rettilineo centrale.
Figura 6. Il giardino dopo la costruzione della clinica nel 1894, da Archivio del giardino botanico di Budapest. Le aiuole davanti al Palmarium hanno ancora la conformazione “sinuosa” precedente alle trasformazioni del 1912. Tuttavia hanno già subito una trasformazione rispetto al disegno precedente.
Figura 7. Pianta dello stato attuale.
Figura 8. Processo di diminuzione dell’area del parco. In verde scuro è evidenziato il parco allo stato attuale. In Giallo la clinica. Gli altri colori evidenziano zone diventate residenziali nel corso del XIX e XX sec. Elaborazione Marcello Ambrosio.
Figura 9. Giardino delle piante officinali (a) e delle piante ornamentali (b), di fronte alla serra, anno 1926, da Giardino botanico di Budapest, collezioni iconografiche.
Figura 9 (c). Aiuole davanti alla serra Palmarium prima delle trasformazioni, anno 1912, da Giardino botanico di Budapest, collezioni iconografiche.
Figura 9 (d). Piante acquatiche nella serra da Giardino botanico di Budapest, , anno, 1895, collezioni iconografiche.
Figura 11. Il Rocarium con esemplari erbacei tipici dei Carpazi.
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NOTE
1) Zoltán Gombos, Régi kertek Pesten és Budán, Natura, Budapest 1974, p. 134.
2) Magyarország Legfontosabb Arbórétumai és Botanikus Kertjei. Magyar Arborétumok és Botanikus Kertek
Szövetsége, Budapest 2003.
3) Erzsébet Fráter, Géza Kóza, Szép Magyar Kertek: Botanikus Kertek, Arborétumok, Kastélykertek,
Művészet, Budapest 2005, pp. 26-27.