GIARDINO BOTANICO DI CLUJ NAPOCA (back)
Denominazione: Grădina botanică “Alexandru Borza” din Cluj Napoca
Indirizzo: Strada Republicii 42, Cluj Napoca, Romania
Tipo: giardino botanico con collezioni di germoplasma
Superficie: 14 ha
Specie conservate: 10.000
Il giardino botanico di Cluj Napoca è la collezione botanica dell’università di Babes Bolyai (con sede nella città medesima). Cluj Napoca fu fondata dai Romani e fu per secoli una roccaforte ungherese fino al 1920. Dai Romani fu chiamata Claudiopolis, dai Sassoni Klausenburg, mentre gli Ungheresi la chiamavano Kolozsvár (nota 1) (Figura 2). Nel corso del XX secolo ha conosciuto un notevole sviluppo urbanistico che l’ha trasformata in una metropoli europea (Figura 19).
L’attuale parco fu fondato e progettato nel 1920 dal botanico Alexandru Borza, dopo che la Transilvania si staccò per sempre dall’Ungheria. L’architetto I. Ivascu (nota 2) (Figura 8) progettò invece gli edifici.
Tuttavia un precedente parco era stato costruito in epoca ungherese, verso la fine del sec. XIX a circa un chilometro di distanza rispetto l’attuale. Il parco doveva essere in stile inglese paesaggistico ma venne convertito quasi subito a giardino botanico. Dall’iconografia storica disponibile emerge che il giardino botanico universitario fu realizzato da A. Kanitz (direttore dell’istituto di botanica dal 1872-1896) verso la fine del XIX sec. (Figura 4). Non si sa se il progetto venne realizzato integralmente (nota 3). Il suo lavoro venne portato avanti dal successivo direttore prof. Dr. J. Istvánffi fino al 1900.
Successivamente quando il prof. Aladár Richter divenne direttore del parco nel 1900 propose subito degli interventi di trasformazione ed ammodernamento (Figura 9). Nel 1904 il prof. Richter propose di rimodernare anche l’edificio-laboratorio (Figura 5). Fece portare anche molte rocce dai Carpazi per riempire alcune zone e simulare particolari territori alpini. All’inizio del secolo il giardino venne spostato nell’attuale locazione, prima su una superficie di 4 ettari. Pochi anni dopo fu possibile ampliare il parco acquistando terreni limitrofi raggiungendo circa 10 ettari di terreno di superficie (nota 4).
Fu Alexandru Borza che fece avere al parco una svolta decisiva trasformandolo in una istituzione moderna e ricca. Dal 1920 fino alla fine degli anni ’60, lavorò ad una riorganizzazione radicale, cercando tuttavia di salvaguardare l’esistente. Il parco nel 1939 (Figura 10) assumeva pressappoco l’organizzazione attuale pur venendo lievemente ampliato negli anni successivi (Figura 11). Venne anche dotato di un acquedotto e di moderni impianti di irrigazione.
Sempre in questi anni fu realizzato anche il giardino zen, ispirato ai giardini orientali, attorno al quale è conservata la flora asiatica (Figura 17)
Con 10.000 specie, il giardino botanico di Cluj Napoca, rappresenta oggi la collezione più importante della Romania.
La superficie oggi è di soli 14 ettari ma ogni spazio è curato nei dettagli ed opportunamente sfruttato (nota 5).
Il parco è diviso in diversi settori: ornamentale, sistematico, fitogeografico, economico, piante rare e reparto patologia (nota 6) (Figura 3).
Il settore ornamentale raggruppa specie pregiate per i loro fiori e la loro bellezza e rappresenta una attrazione per i visitatori.
Il settore sistematico raggruppa le specie in base alla loro evoluzione genetica: qui le specie sono divise secondo la famiglia e il genere di appartenenza (nota 7).
Il settore fitogeografico raggruppa le specie in base alla loro provenienza geografica: in particolare ci sono il gruppo del Mediterraneo, del nord America, Caucaso, Asia, Australia, Balcani. Anche la flora della Romania è suddivisa in base alle varie regioni: Transilvania, Carpazi, Drobruja ecc… Il suolo, che in questa parte di Transilvania è molto argilloso e ricco di sostanza organica (argilloso), non sempre è adattato alle esigenze delle piante non endemiche. Quindi, in alcuni casi, il suolo è stato ammendato con terra proveniente dalle suddette regioni per consentire alle specie in esso coltivate, un migliore adattamento.
In questo settore si trova anche il Giardino Romano (chiamato Giardino di Plinio). Esso ricorda l’architettura dei giardini dei patrizi romani (peristilium) (nota 8) (Figura 16) ed è abbellito da frammenti archeologici romani rinvenuti in zona (Figura 15) a testimonianza dell’origine latina della città.
Il giardino botanico è dotato di ben 3000 m² di serre (Figura 14). Esse costituiscono un moderno complesso aperto al pubblico che ospita piante tropicali, mediterranee, succulente e alcuni esemplare rari, molto interessanti sia dal punto di vista turistico che scientifico (nota 9) (Figura 18). Si distingue per eleganza e rarità degli esemplari, la serra delle orchidee.
In determinate serre vengono studiate anche le patologie vegetali e la fisiologia vegetale; queste serre non sono aperte al pubblico.
L’istituto, situato vicino all’ingresso principale, è diviso in due parti: l’erbario ed il museo (Figura 7). Nell’erbario si trovano ben 660.000 fogli con materiale botanico secco a disposizione di studenti e ricercatori (Figura 6). Nel museo ne sono esposti 7.000, tra i più caratteristici, destinati ai visitatori.
L’istituto funge oggi come banca del germoplasma. È qui che viene conservato e riprodotto materiale genetico proveniente da molte collezioni botaniche di Romania e di tutto il mondo.
Particolarmente importante risulta il ruolo ecologico che il giardino botanico svolge all’interno della città di Cluj Napoca. La capitale della Transilvania, che conta circa 500.000 abitanti, presenta una particolare organizzazione del verde che abbraccia la città, sebbene non in maniera continua (nota 10). Questo sistema ricorda vagamente le “green belt” inglesi ovvero quella rete ecologica in grado di abbracciare il complesso urbano e costituire una connettività del verde tra i vari punti della città (Figura 20) (nota 11). I punti più significativi della città sono connessi dal verde. Il parco botanico si trova al centro di questo cerchio ideale costituito dalla rete ecologica (Figura 21). Ha quindi una enorme funzione ambientale e può essere considerato come un’oasi verde sia per i cittadini, sia per i volatili e gli animali che si trovano nella città.
Figura 1. Veduta della antica città di Cluj Napoca,, incisione di Jacob Peters del 1688, da Albert Fekete, Kolozvari Kertek. Müvelődès, Budapest 1995. Sono presenti nel titolo entrambe le antiche denominazioni.
Figura 2. Pianta del parco. In giallo: settore sistematico, rosso: settore fitogeografico, grigio: settore ornamentale, da Felician Micle, Grădina Botanică Alexandru Borza din Cluj Napoca, Presa Universitară Clujeană, Cluj Napoca 2002, pp. 133.
Figura 3. Pianta del parco dopo gli interventi di Kanitz (1895 circa), da Vasile Cristea, Le jardin botanique Alexandru Borza, Edizioni «L’uomo e l’ambiente», Camerino 1997, p. 16.
Figura 4. Vecchio edificio settecentesco, Figura 5. Erbario dell’istituto.
prima adibito a laboratorio nel 1905, da
Vasile Cristea, op. cit., p. 17.
Figura 6. Ingresso al giardino ed istituto con Figura 7. Targa commemorativa
Tuja occidentalis del fondatore del giardino,
Alexandru Borza e di chi collaborò
alla sua realizzazione (tra cui
l’architetto Ivascu
che progettò l’edificio centrale).
Figura 8. Pianta del parco dopo gli interventi di Richter (1904), da Vasile Cristea op. cit., p. 19.
Figura 9. Pianta del giardino con degli interventi di Alexandru Borza (1939), da Albert Fekete, Kolozvari Kertek, Müvelődés 1995, p. 50.
Figura 10. Pianta del parco dopo gli ultimi ampliamenti degli anni ’80 e ’90 del XX sec., da Vasile Cristea, op. cit., p. 43.
Figura 11. Il giardino giapponese così come appariva nel 1939, da Vasile Cristea, op. cit., p. 34.
Figura 12. Paesaggio artificiale, roccioso Figura 13. Serre principali.
Con flora tipica dei Carpazi
(settore Fitogeografico).
Figura 14. Reperti archeologici. Figura 15. Giardino romano con topiari
di Buxus sempervirens e Taxus baccata.
Figura 16. Schema (a) e foto (b) del giardino giapponese.
Figura 17. Piante esotiche all’interno delle serre: Phoenix, specie tipiche del Mediterraneo e dell’Australia e Cactaceae.
Figura 18. La città di Cluj Napoca nel 1870 circa, da Vasile Cristea (a cura di), Municipiul Cluj Napoca şi zona periurbană; Studii ambientale. Accent, Cluj Napoca 2002, p. 315. La linea scura indica il perimetro attuale della città.
Figura 19. Aree di interesse per la città, da Vasile Cristea, op. cit. p. 314. In rosso è evidenziato il giardino botanico.
Figura 20. Green belt attorno alla città (di colore verde scuro), da Vasile Cristea, op. cit., p. 320. Elaborazione reti ecologiche: Marcello Ambrosio. In rosso è evidenziato il giardino botanico. In blu è evidenziata la rete ecologica urbana attorno alla città, in verde chiaro l’interazione della stessa con il giardino botanico.
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NOTE
1) Károly Kós, La Transilvania. Storia e cultura dei popoli della Transilvania, a cura di Roberto Ruspanti, Rubettino Editore, Soveria Mannelli 2000.
2) Felician Micle, Grădina Botanică Alexandru Borza din Cluj Napoca, Presa Universitară Clujeană, Cluj Napoca 2002, pp. 7-16.
3) Albert Fekete, Kolozsvari Kertek. Müvelődés, Budapest 1995, pp. 45-56.
4) Vasile Cristea, Le jardin botanique Alexandru Borza, Edizioni «L’uomo e l’ambiente», Camerino, 1997 pp. 39-48.
5) Felician Micle, Grădina Botanică Alexandru Borza din Cluj Napoca, Presa Universitară Clujeană, Cluj Napoca 2002, pp. 131-132.
6) Ibidem, pp. 17-32.
7) Vasile Cristea, op.cit, pp. 27-38.
8) Franco Panzini, Progettare la natura, Zanichelli Editore, Bologna 2005, pp. 36-46.
9) Felician Micle, Grădina Botanică Alexandru Borza din Cluj Napoca. Presa Universitară Clujeană, Cluj Napoca 2002, pp. 47-78.
10) Vasile Cristea (a cura di), Municipiul Cluj Napoca şi zona periurbană. Studii ambientale, Accent, Cluj Napoca 2002, pp. 300-312.
11) Le green belt, aree verdi periurbane a Londra, in «Estimo e Territorio», Edagricole (Sole24ore), anno LXIX, Marzo 2006, pp. 31-42.